L’uomo, infatti, avrebbe più volte spaventato la donna, sempre con lo stesso obiettivo: estorcerle del denaro per acquistare sostanze stupefacenti. Fino all’episodio più grave, risalente all’1 maggio, quando la donna avrebbe riportato contusioni, trauma al polso sinistro e un ematoma all’orecchio, dopo i calci e i pugni che il figlio le aveva dato per ottenere una cinquantina di euro. In seguito al processo a suo carico, durante il quale il 43enne aveva anche avuto il divieto di avvicinamento alla madre, misura poi annullata, il trepuzzino è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia, perché non ci sarebbero stati molti episodi ripetuti nel tempo, ma è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per tentata estorsione, nella sentenza emessa ieri durante le battute finali del processo in abbreviato a carico dell’imputato.