Parole offensive, linguaggio volgare, imprecazioni in dialetto, violenze e maltrattamenti, queste le accuse mosse alla maestra, come dichiarato anche da tanti genitori che hanno fornito la propria versione dei fatti nel corso delle indagini svoltesi in questi anni, a cui si aggiunge quella di aver costretto un bambino di soli tre anni, e perciò ancora non totalmente autonomo e capace di utilizzare la forchetta, a raccogliere e mangiare da terra una polpetta che gli era caduta, causando nel piccolo un malessere che, come raccontato dalla madre, si sarebbe tradotto nel rifiuto del bambino di mangiare o andare a scuola. I giudici della Corte d’Appello di Lecce hanno confermato la sentenza di primo grado, che la condannava a tre anni e mezzo di reclusione, all’obbligo di risarcire i genitori dei bambini coinvolti e il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e all’interdizione dall’insegnamento per cinque anni. Sentenze confermate ma che adesso aspettano lo step finale: l’ultimo grado di giudizio.