Il 22 gennaio del 2016, infatti, il giovane investì due ciclisti, sulla via Monticelli a Casalabate, uccidendo il leccese Franco Amati, 67 anni, pasticcere in pensione, per gli amici 'Mesciu Franco', e ferendo l'amico Ugo Romano, 66 anni, insieme a lui in bicicletta, in quel pomeriggio dedicato al loro sport preferito. L'uomo, che era alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e che fu ritrovato e arrestato in serata dai Carabinieri, fu accusato da Romano di aver volontariamente fatto manovra e di essersi “buttato” sui due ciclisti, scontrandosi contro il parere dell'avvocato del 36enne, che invece avrebbe sempre sostenuto si fosse trattato di un semplice incidente. E dopo un anno, nella mattinata di ieri, ecco ribaltata la prima sentenza che condannava Taurino al carcere a vita, con la decisione dei giudici della Corte d'Assise d'Appello che hanno ridotto la pena a vent'anni, con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, tentato omicidio del 66enne amico della vittima, ricettazione dell'auto sulla quale il trepuzzino viaggiava, resistenza a pubblico ufficiale e tentativo di fuga, facendo cadere però l'aggravante dei futili motivi e classificando il fatto come omicidio colposo e non volontario, come se Taurino non avesse investito i due spinto dalla rabbia o dall'ira scaturita da un litigio con li stessi. Adesso si attendono i novanta giorni entro i quali i giudici dovrebbero depositare le motivazioni della sentenza.