Antonio, solo pochissimi mesi fa hai vestito la maglia bianconera: quanto già la senti cucita addosso e quanto ti ha impressionato il tifo squinzanese?
"Vedendo la partita di domenica scorsa, ma già in occasione di tante altre partite soprattutto fuori casa, ho potuto costatare che il tifo squinzanese è il nostro 12° uomo in campo. Per me è motivo di orgoglio dare un contributo alla causa di questa bellissima piazza".
Nella tua carriera hai calpestato numerosissimi campi di piazze importantissime. Quanto, quella di Squinzano, può essere paragonata a una piazza del calcio professionistico?
"Sicuramente ci sono i buoni propositi per essere considerato un tifo amalgamato alla società in grado di dare la giusta forza e grinta a chi scende in campo la domenica proprio come nelle grandi piazze".
Cosa ti ha spinto ad accettare l’offerta della società bianconera? Ne conoscevi la sua storia?
"Arrivato alla soglia dei 37 anni avevo bisogno di stimoli importanti...e quando mi è stata fatta la proposta dal Presidente Cocciolo e dal direttore De Pascalis, non ho dubitato ad accettare questo bellissimo progetto importante e ambizioso fatto di bravissime persone, compresa l'intera società, lo staff e i giocatori".
Tu, all’interno dello spogliatoio, sei uno tra i più grandi e uno tra quelli con più esperienza. In virtù di questo, secondo te, cosa serve nel 2025 a un giovane calciatore che inizia ad affacciarsi nella prima squadra, soprattutto nell’ambiente dilettantistico, affinché possa fare carriera?
"Spirito di sacrificio e credere nei propri sogni sono le due parole che pur sembrando banali e logorroiche mi sento di dire alla nuova gioventù che si affaccia nella prima Squadra. Io nella mia umile carriera ne ho fatto la base anche quando gli obbiettivi dei campionati erano impossibili, e questo mi ha aiutato nei momenti difficili, soprattutto all'inizio quando negli spogliatoio c'era ancora il vecchio nonnismo che seppur brutto, mi ha insegnato tanto nel percorso successivo della mia carriera".
Che rapporto si è creato nello spogliatoio, data la presenza di giocatori con grande esperienza ma anche di ragazzi giovanissimi?
"Nello spogliatoio essendo arrivato nel calciomercato di dicembre mi hanno fatto sentire da subito parte integrante di un grande progetto. Con la maggior parte dei ragazzi dello spogliatoio siamo stati già ex compagni in altre categorie e piazze altrettanto importanti e abbiamo scritto pagine bellissime di storia calcistica. Mi piace rimarcare il bellissimo rapporto che c'è tra tutti noi portieri con a capo il Mister Teddy, il nostro capitano Gigi Isceri che è la nostra colonna portante, il bravissimo Renato Parziale che è il nostro guarda spalla e infine il piccolo Vespucci classe 2006 che può essere un importante prodotto per il futuro squinzanese".
Antonio, ti sei fissato un obiettivo personale per questa stagione? Se sì, stai riuscendo a perseguirlo?
"Per me giocare a questa età e stare sempre bene e a disposizione della Squadra e del mister è già un gran bel obiettivo personale, dato che adesso nella mia vita ho da gestire una famiglia e un lavoro abbastanza duro. È chiaro che tutti questi sacrifici che faccio sono per l'obiettivo al quale tutti puntiamo...quello del salto di categoria".
Chiudiamo con la ormai tradizionale domanda di rito: vedremo ancora a lungo tra i pali del “De Ventura”, Antonio Laghezza?
"Purtroppo il futuro non lo conosco...qui ho trovato veramente una grande famiglia e una piazza veramente magnifica, un giusto mix che può far solo sperare a grandi cose e obiettivi! Adesso finiamo alla grande queste tre finali che ci mancano per arrivare ad un grande traguardo che meritiamo tutti noi insieme...per quanto riguarda il mio futuro, chi vivrà vedrà. Parola di Spiderman!".