La donna, infatti, all'epoca dei fatti 44enne, è accusata di essere la mandante dell'omicidio del marito, Dino Reatti, 48 anni, con il quale condivideva, seppur da separati in casa, un appartamento ad Anzola dell'Emilia (Bologna), dove poi è accaduto il fatto. I rapporti tra i due pare non fossero idilliaci, ma anzi fatto di infedeltà, maltrattamenti e litigi, una situazione insostenibile che aveva anche spinto la donna a denunciare il marito. Fino al brutale pestaggio di quest'ultimo, per mano di ben due esecutori materiali, ritenuti entrambi spasimanti della Bracciale, Thomas Sanna e Giuseppe Trombetta, ora condannati rispettivamente a 16 e 14 anni di reclusione. La squinzanese, invece, ritenuta la responsabile (mandante) del delitto, avvenuto la notte tra il 7 e l'8 giugno 2012, è stata condannata a 21 anni di reclusione dopo tre gradi di giudizio, e ora sconta la pena nella casa circondariale Dozza di Bologna. Racconterà la sua 'storia maledetta' questa sera a Franca Leosini, a partire dalle 21.20, continuando a ribadire la sua innocenza al popolo italiano.