con tre sedi di punto di risposta tra Modugno, Foggia e Campi Salentina. Un progetto finanziato con fondi europei per un investimento di 5 milioni di euro, il quale avrebbe inoltre previsto circa 140 nuove assunzioni.
Un progetto che ad oggi, però, risulterebbe fermo, nonostante la Puglia, come dichiarato dai referenti regionali e dagli organi competenti, abbia già pagato 2 milioni di euro per attivare il servizio. Dopo tre anni e mezzo, infatti, le tre sedi, tra cui quella di Campi Salentina, non sarebbero ancora operative e la graduatoria per selezionare i candidati idonei a ricoprire il ruolo di telefonisti non avrebbe ancora alcun esito, nonostante la Regione continui a pagare a Telecom i contratti per l'installazione delle attrezzature, i servizi di connessione e telefonia fissa.
Un servizio, quindi, ancora negato ai cittadini, che potrebbe rappresentare una vera svolta e far ottimizzare i tempi evitando sprechi di risorse; chiamando il Nue, infatti, risponderebbe la la Cur (Centrale Unica di emergenza) e i vari operatori telefonici avrebbero poi il compito di valutare la situazione e smistare le telefonate ai Carabinieri (attuale 112), alla Polizia (113), ai Vigili del Fuoco (115) o all'emergenza sanitaria (118). Ma il servizio, dicevamo, è al momento attivo solo in dieci regioni e nelle province autonome di Trento e Bolzano; le altre, invece, come la Regione Puglia, sono destinate almeno per ora ad un'attesa infinita che si spera possa terminare presto.